PREGHIERE D'INVERNO
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EDITORIALE
Creare, in piccolo o in grande che sia, ti rende simile al Divino, ed è per tutti. Siamo fatti a immagine e somiglianza, giusto?
Quindi, se il Creatore crea, creiamo anche noi.
Io creo Crearte.
Le parole arrivano, le immagini le seguono a ruota, e anche le connessioni, fra parole e immagine.
Arriva il seme a fecondare l'uovo. Si avvia il miracolo. Si impianta, cresce finchè non posso più trattenerlo, e lo lascio andare, per non scoppiare.
Nasce così ogni nuova pubblicazione. Pochi attimi, pochi minuti a leggerla, dopo mesi di gestazione. Perchè non posso inventare i pensieri, o crearli ad hoc, devo aspettare che scendano da soli nel momento da loro deputato.
E io, tra un pensiero e un altro, posso stare solo con gli occhi del cuore all'insù, ad aspettare.
GENNAIO
10 GENNAIO
Dove vanno a finire tutte le preghiere inesauste? Si accumulano come i punti del supermercato o vanno definitivamente perse in qualche lontanissimo sconosciuto luogo dell'Universo? Spero che possano trasformarsi nell'energia più utile possibile, perchè Lui/Lei sa cosa ci è più indispensabile in termini di esperienza evolutiva, e ho piena fiducia nel credere che prima o poi si apra la cassaforte delle nostre invocazioni e, nell'improvviso attimo perfetto, si realizzino sogni e aspirazioni per noi e per gli altri.
Consulterò quelle migliaia di sfere di cristallo che si sono create nella notte fredda sui rami del gelso, gocce di umidità raggelatesi che ora lo agghindano a festa. Forse là dentro troverò qualche risposta alle mie mille domande, ultima e più grande quella sul potere del dolore. Un potere necessario, mi pare di capire dalla luce turchese -cristallina che mi rimbalza addosso dalle sfere.
Oggi che è sabato ho bisogno di infilare la mia testa incoronata nel sole sacro, dopo i tarocchi trasparenti ricevuti dal mio gelso, e assorbirò tutto l'oro puro possibile per ottenere forza, saggezza e quel frullo di pazzia che mi incoraggerà ad andare e ad incontrare, già tutta protesa verso le preghiere della sera.
Non sia mai che l'improvviso attimo perfetto che realizza sogni e aspirazioni per noi e per gli altri non sia proprio adesso!
15 GENNAIO
A volte mi sveglio e mi pare di essere uno scoiattolo con le guance piene non di noccioline, ma di sogni. I miei sogni non sono pensieri di lontani irragiungibili desideri, sono affetti, persone, sono animali, sono colori, sono speranze che tutto vada per il meglio, per tutti.
I miei sogni sono veri, autentici, così vicini, così reali!
16 GENNAIO
Il cielo è più vicino oggi nel suo abito grigio.
Credo alloggerò una tazza sotto un ramo di calycanthus e attenderò che il cielo basso, cadendo, la riempia, filtrandola, di una buona tisanella.
18 GENNAIO
Un sogno in vestaglia rosa e ciabatte è venuto stanotte a bussare alla porta della mia stanzetta delle meraviglie.
Gli ho detto:” Vabbè che è Carnevale! Ma checcifai così conciato alle tre di notte?”, ridacchiando fra i denti.
Lui mi guarda indispettito e mi rimbrotta:” Aggiornati! Non sai che con i tempi che corrono i sogni non sono più segnati da genere alcuno? Sono maschili e femminili, intercambiabili, l'importante è ciò che hanno dentro!”.
“ Oh certo! Chiedevo solo! Sogno spesso ma non sono un'esperta di ontologia del sogno, perdonami l'ignoranza!”, rispondo, riparandomi così da questo sogno tutto al femminile a cui ho urtato gli arcobalenici sentimenti.
Ebbene: da questo incontro notturno che mi ha scombussolato gli orientamenti, sono nate molte intuizioni per nuove creazioni, tante creazioni, che provvederò a produrre con il cuore palpitante a mille assieme a una fantasia che, a ben guardare, si sta facendo un giro di valzer sulla mia testa. Amen e così sia!
19 GENNAIO
Riparto dall'amorevole gentilezza.
20 GENNAIO
La fede è la prima forma di saggezza.
22 GENNAIO
Dammi una parola e ti solleverò il cuore.
Serve o non serve?
Il dolore serve solo a capire che non serve.
25 GENNAIO
Guardo il mondo dall'alto con il cuore ancora coperto di neve chiedendomi qui, a metà collina, che ne sarà di questa domenica di pioggia.
Dato che le preghiere sono colorate, oggi pregherò blu.
Ogni preghiera un colore. Ma ci sono anche preghiere complesse, più intrecciate, frammiste di colori di ogni specie.
C'è quella lilla per la pace e la serenità, per esempio.
C'è quella gialla per la costanza, e quella viola per la guarigione.
Le preghiere miste sono quelle le più complesse e colorate, quelle corali, dove diventa davvero difficile distinguere i colori gli uni dagli altri. Sono anche le più belle, perchè sono quelle che si recitano insieme.
Ma perchè recitare se sono preghiere sincere?
A volte frammiste di lacrime e pioggia, come oggi, o appassionate e ardenti.
Prendila al volo, questa preghiera che ti si muove intorno, e rimandala su prima che cada. Soffiaci sopra, come una bolla di sapone, perchè volteggi più a lungo nell'aria e non si rompa.
Fragili ma belle sono le preghiere del mattino e irradiano luce per ogni dove. E artiste. Cantano ballano e si fanno guardare. Soprattutto quelle dei bambini. Ne ho vista una su una giostra di cavalli che ballava il tip-tap. Allegra! Sì! Allegra e festosa, con un sorriso immenso sul suo volto vitreo. Emetteva luci di tutti i colori, frequenze armoniche, spiraliche.
Quelle animico-metodiche sono più squadrate invece, geometriche, e pulsano ritmiche, e ogni pulsare un triangolo, un poligono, un cerchio.
Le preghiere più belle sono quelle che arrivano dalla natura. Hai mai visto i fiori a mani giunte? Loro sì che ci sanno fare! Sono dei professionisti! Mai sottovalutare un fiore che prega. E tu, prima di raccoglierne uno, accertati almeno che abbia finito!
26 GENNAIO
Oggi una mezzaluna a picco su di me.
28 GENNAIO
Che bello essere allineati, affusolati con il proprio destino. E poi certi gesti, pieni di malinconia preventiva, che è la consapevolezza che quei certi momenti non tornano e bisogna viverli intensamente nell'attimo in cui si presentano. Un presente che è già nostalgico dunque, così bello che non vuoi perderlo, non vuoi lasciarlo andare. Così resti bloccato tra l'essere e il divenire, un fotogramma illuminato, una scenografia intensa e strutturata in un percorso pieno di attimi neutri.
Viviamo in quella neutralità attendendo scatti di presenti nostalgici, fugaci, sguardi e strette di mano e abbracci che sono tutto, in questo scorrere lento ma veloce, il relativo assoluto di tutto che scuote e ripara, tormenta e lenisce.
Assaggialo, il cielo, mordi le stelle, e salta nel buio. Abbracciami ancora, fino alla fine, aiutami a sentire l'odore della pioggia che arde sul tetto, stanotte, a stralunarmi il sogno.
Sono momenti fatti di niente, che è tutto, momenti intravisti fra le trame delle lenzuola assopite su di noi, sulle nostre carezze affettuose.
E' così bello oggi. E' così bello adesso. E' così fiorito ora.
Un eterno attimo di perfezione, nel ritmo notturno che va, un qualsiasi giorno d'inverno, insieme.
E mi sfavilla un grazie!
29 GENNAIO
Immensamente mi fiorisce il cuore, nel cuore dell'inverno.
I bucaneve si spingono fuori dalla bocca, dal petto e dalle mani.
Mai avrei sperato un bianco così.
Eppure spunta da dentro le vene, come la neve, si fa toccare.
Magnifico bianco d'inverno, che mi spruzzi i capelli.
Uno stupore mi ammanta.
Le pupille riverberano di luce.
Mi irradio, in questa fine di gennaio.
Respiro piano.
E sono attimi di pace.
Qui fioccano così le nove di un mattino qualunque.
30 GENNAIO
Le persone sono per me capitoli dell'anima.
31 GENNAIO
Rincorro pezzi di Natale sparsi per casa qua e là quando la pelle della collina si accende di bucaneve e la mia mamma mi domanda cosa ci faccio con la luna piena sulla testa, mentre penso che c'è qualcosa di rigoroso nella morte, una sobrietà profonda che va rispettata ogni volta che una fiamma si spegne.
FEBBRAIO
2 FEBBRAIO
La Candelora mi sveglia in un letto sparso di nuvole e sogni, ancora inzuppato di luna piena.
Mi riannodo a questa identità, in questa dimensione. Dopo essermi persa nell'ovunque della notte.
Urge una coccola, ed è così che Ufo mi fa le fusa sul cuore, quando un raggio grigio sfiora la malga messasi in posa di profilo.
Oggi mi sento azzurra, rosa, bianca o Rococò?
Vedrò.
Amo la gratuità della natura e il viola morbido dei crochi che si distende lieve nei miei occhi.
Passerò la giornata ritagliando farfalle di carta o imbastendo favole d'amore?
9 FEBBRAIO
Se chiudi gli occhi, ti mostrerò un cielo di marmo attraversato da venature blu. Parla di storie remote e di gioie che saranno.
Come un vecchio muro, là, in alto, a destra, le nuvole si scrostano a tratti e, dietro, vedi spuntare le stelle.
Hai visto? Incredibile. Il cielo.
Se chiedi di tornarci, in quel cielo, lui non ti dirà di no.
La luna sarà il tuo faro, e le stelle tracceranno la strada.
A te, che mi sostieni sul palmo della mano accompagnandomi fedele sulla strada verso il blu, immensamente grazie.
13 FEBBRAIO
Ieri la pioggia cadeva sottile e silenziosa. Oggi il cielo azzurro mi scivola dentro e mi raffredda ed è possibile che succeda qualcosa di bello. Ogni mattino può essere travolgente nella sua imperturbabile normalità, soprattutto se hai vicino un gatto da accarezzare.
Se un pensiero negativo si insinua nel petto, o un'idea malinconica si apposta sul ciglio del sopracciglio, io li sublimo immediatamente con un sorriso immenso per quel cielo che mi ha appena riempito le vene.
Sarà un giorno domestico. Sarò una brava domestica, con il cuore in grembiule, a rassettare la casa di dentro e la casa di fuori.
Ho regalato corone, ieri che la pioggia cadeva sottile e silenziosa, e poco più dell'altroieri che il sole si mostrava a tratti.
Corone di farfalle per amiche speciali che volano intense nei loro cieli profondi.
Farfalle di carta.
15 FEBBRAIO
La mia mente è cielo.
Il cuore, un prato.
Riposa qui se vuoi.
Tra le righe del mio quaderno è spuntato il sole, come fa di solito dietro i rami degli alberi sorgendo dalla collina.
Mi guida la mano nella scrittura, perchè oggi vuole che io sia felice.
18 FEBBRAIO
Amare se stessi è una bella canzone. Ma io voglio dei paria e il reciproco scambio. Io voglio il dono.
A volte il dono è una parola. Un gesto. Un'attenzione.
La gratuità è la motivazione, la purezza dell'offerta che non ha secondi fini. Non l'esaltazione del sé, non la competizione, non l'affanno.
Il dono è amore.
Il mio dono è presenza.
Esserci.
A volte gli altri ci colpiscono, inavvertitamente.
Ma a noi resta il livido. E permane.
La guarigione può essere parziale, raramente totale.
Rifuggo l'ansia, rigetto la fretta.
Lascio le compulsioni agli altri.
Io voglio la pace.
Non è contraddittorio? Combattere per la pace?
22 FEBBRAIO
Un imprevedibile sole mattutino fuori dall'Eremhome mi sorprende assieme al verde abbagliante dei campi. Punto i piedi sul limitare dell'ultimo pezzo d'inverno per trattenerlo ancora qui assieme a me, ma già ieri la corona trasparente invisibile ai più che staziona sulla mia testa ha annunciato con i suoi sgradevoli capricci che la transizione è scattata! I primi bagliori di primavera oramai non si nascondono più e l'irresistibile attività del ricambio ha acceso i suoi motori, e nuovi colori spuntano all'orizzonte trasportati dal canto degli uccelli. Mi sa proprio che la prossima volta che ci incontreremo sarà primavera. All'Eremhome! Salutati dalle ultime ritardatarie sorprese di Natale.
27 FEBBRAIO
E invece no!
Il verde brillante mi sveglia stamani e mi chiede se possiamo parlare. Certo lo ascolterò, ma cosa abbia io da dirgli ancora non so.
Lui esordisce confidandomi che non si spiega certe giornate tristi che lo assalgono, trattandosi, lui, nella sua propria essenza, appunto di un verde brillante.
Lentamente, delicatamente, piena di tanta santa pazienza e tentando tutta la compassionevole gentilezza di cui sono capace, gli spiego che anch'io, che sono giallo vivace, non mi spiego certe malinconiche andature che spesso mi velano gli occhi. Pur comprendendo che forse non è il colore di partenza che determina tanto l'essere, quanto la capacità di accettarlo.
Certi abiti ci sono proprio cuciti addosso e difficilmente riusciamo a scucirli se non in momenti estremi, e forse nemmeno lì completamente. Il verde brillante ascolta intenso protendendosi tutto verso la mia bocca, quasi fosse la torre di Pisa.
Allora gli propongo una passeggiata in giardino indicandogli il boschetto laggiù dove i crochi chiacchierano di ricette e risotti allo zafferano.
Al centro del boschetto vivono due alberi. Sono strani e si tengono per mano, anzi per ramo.
Sono i due famosi alberi della preghiera.
Uno le riceve e l'altro le esaudisce.
Ad osservarli dall'esterno non sono affatto diversi, malgrado la diversità di funzione.
Lavorano indefessi entrambi.
Chi dà, chi riceve.
Chi chiede, chi offre.
Insieme.
Per nulla disturbati dalla rumorosa combriccola di crochi.
Quello che riceve le preghiere è felice.
Quello che offre le preghiere è felice pure lui.
“ E' una matematica un po' mistica”, dico io al verde brillante.
“Pensavo che solo chi riceve potesse essere felice, ma mi sembra che anche chi dà se la spassi mica male”, aggiunge il verde brillante.
“Già!”, dico io “ e a ben guardare non si svuota mai, ma anzi continua a riempirsi! Si arricchiscono entrambi. Se la felicità non dipende dal colore di partenza ma dallo scambio costante, questa matematica un po' mistica che esula dal colore di partenza la proverei anche io”, rifletto ad alta voce, e aggiungo al verde brillante, dopo avergli offerto un tè caldo:” Non dimenticare che tu a volte potresti già essere la preghiera di qualcuno”.
E ci salutiamo sorridenti.
L'ANGOLO DELLA CREARTE
In questa puntata di diario all'Eremhome presento con gioia nuovi prototipi di carta.
Si tratta di doni creati per amiche in occasione del Natale ma che le mie recenti indisposizioni mi hanno costretto a regalare solo adesso!
Le corone di farfalle illustrano il testo, come pure il "nest-box circo nel bosco", mentre la favola di Diamantina coniglia pubblicata qualche anno fa e realizzata in forma cartacea è una novità che inserisco in questo piccolo spazio esclusivamente dedicato alle mie creazioni.
Che dire poi della felicità di Francesca per il suo cuore? Che era un pensierino ino ino ino!
Ebbene! Siamo alla conclusione anche di questa pubblicazione! E in fretta! Perchè la primavera è alle porte e il laboratorio creartistico dell'Eremhome è già in fervida attività per nuovi prototipi! Arrivederci dunque alla prossima pubblicazione che sarà tutta pasqualizia. Un abbraccio e un grande grazie a tutti, toccati dalla magia della bacchetta della favola di Diamantina.
Grazie a Nicoletta per questa splendida immagine.




















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