MI ILLUMINO D'AUTUNNO e BRILLO D'INVERNO
- eremhomeblog

- 19 gen
- Tempo di lettura: 10 min
EDITORIALE
Il concetto di" perfetto "esiste nella mia vita come "perfetta imperfezione", e chi mi conosce bene sa quanto io oscilli fra la teoria e la pratica in bilico costante.
Consapevole che il momento perfetto non esiste, ad un certo punto la perfetta imperfezione mi spinge da dietro e mi dice:" Pubblica!".
Ed è così che nel perenne moto del divenire, la vita artistica della mia anima ogni tanto si manifesta con una nuova piccola nascita. Un'altra pubblicazione concepita tra le foglie d'autunno, esce ora che le stelle del cielo si fanno più aguzze e affilate nel gelo invernale.
Mie amate pagine di diario interiore: andate!
OTTOBRE
15 OTTOBRE
Quando mi sveglio, dopo i sogni di una notte, penso siano passati vent'anni. E invece è ancora tutto lì, lento ma non immobile, a dirmi che una nuova giornata mi aspetta per una bella colazione con yogurt e mirtilli, per andare a caccia di momenti preziosi e ringraziare la vita.
L'anima cresce dentro, si amplifica e si corregge. Una brava studentessa! La mia aula-studio? L'Eremhome.
Grata che il cielo mi abbia dedicato questa culla per perfezionarmi, progetto una mattinata in groppa a una lumachella per visitare il giardino in comoda abbondante tranquillità.
Dopo aver rinnovato l'angolo del giardino sotto l'occhio attento dell'ibisco, ora è tempo di nuove sfumature, tra cachi e foglie di fico, e una panchina da decorare.
Se son zucche, fioriranno!
16 OTTOBRE
Dal sogno imprevedibile alla realtà è un attimo, ma nell'immediata imminenza del giorno l'apertura dell'occhio latita. Mi sono persa a riavvolgere nella memoria l'ultima ora di sonno per capire cosa ci facessi esattamente a cavalcioni di una finestra al terzo piano di un nobile palazzo cittadino a osservare il traffico e una donna in vespa carica di cappelli di paglia che mi guarda (lei!) divertita.
Mi basta un riflesso di luna per agire. Ma il calendario dice che devo aspettare. Parliamo un linguaggio comune, io e la luna, e ci capiamo all'istante.
Infilo lo sguardo fra le eriche del balcone e ne estraggo un rigo di spartito con una deliziosa melodia stampata sopra che ora mi farfalla dentro, mistura bianca rosa e bordeaux. Un ottimo sistema per iniziare la giornata. E sole sia!
18 OTTOBRE
Per una farfalla da prato come me è difficile non confondermi con una foglia al vento, adesso che cadono le foglie. Ancora assetata di fiori svolazzo su e giù, più su, in verità, mulinando nel fresco sole del mattino.
Se chiudo gli occhi e annuso il palmo della tua mano, però, vedo una rosa rossa, e l'autunno in vestaglia che apparecchia la suite notturna all'inverno.
Con gli occhiali da vista, poi, attentamente osservo le tinte del bosco, e me le indosso.
Le farfalle d'autunno sono così.
21 OTTOBRE
Precipitata nella pigrizia, mi accoccolo sotto le coperte mentre il riflesso giallo-verde delle foglie del gelso mi rimbalza negli occhi chiusi a contemplare la pioggia.
30 OTTOBRE
Chi sa, sa; chi non crede, non sa.
NOVEMBRE
3 NOVEMBRE
Apro i cassetti dell'interiorità.
Una volta piangevo per gli altri. Oggi piango per me.
Non mi capacito del fatto di essere stata nascosta fra le foglie in cima all'albero solo poco tempo fa e di ritrovarmi ora sepolta fra quelle per terra. Nell'umida umile culla mi muovo lenta, guardo in su, e cerco tra i rami spogli piccoli miracoli o segnali divini. E mi innamoro di me.
“Cosa ti aspettavi?”, mi dice la voce interiore, “ di restare lassù per sempre?” “No”, rispondo io, “credevo di poter essere vista una volta cadute le foglie, e invece sono caduta con loro, e ora rischio solo di essere calpestata”. “Ma tu non eri quella affascinata dall'autunno? E l'autunno non è solo colore, è anche caduta. Dovevi aggrapparti meglio a quel ramo se volevi essere vista!”.
“Hai ragione”, rispondo all'interiorità, “ avrei dovuto usare l'autunno non per evidenziare me stessa, ma per guardare meglio avanti e utilizzando i vuoti in maniera più efficace. Nel silenzio si vede più lontano e si leggono meglio le distanze. Credo di aver perso l'occasione, per il momento, di poter fare tutto ciò, e certo sono grata di essere caduta giù volteggiando al vento, e ora riposo coperta di giallo. Mi piace, questo giallo caldo, e aspetterò la rinascita. Ma... sai cosa ti dico? Rinascerei di nuovo in autunno. Ah, se potessi saltare tutto il resto! E ritrovarmi di nuovo lassù in cima tra le foglie giallo caldo che mi piace tanto, e guardare avanti, lontano, anche solo un minuto prima di cadere di nuovo.
9 NOVEMBRE
Scartato con un “no” deciso l'autosabotaggio, mi avvio a svolgere i miei compiti in una stagione nuova. Vedo i capelli dell'incenso muoversi al vento fresco della sera, e l'ondeggiare rimanda i miei pensieri a un delicato suono di felicità.
11 NOVEMBRE
E' sempre cielo dentro di me. A volte misero e meschino, ma sempre cielo.
Le stelle si affollano davanti al piccolo pertugio della mia mente. Vogliono entrare, e spingono. Dall'alto, la luna sta a guardare divertita, tranciata quasi a metà da una sciabolata di nero: piratesca, spettacolare, fantastica! Il cielo se la gode. Io muovo veloce i piedi sull'asfalto, per scappare dai recenti dolori, i capelli sopraffatti da un soffio di vento improvviso. Lassù, d'oro, appena nato, Giove; laggiù, incrostato nel buio, uno degli alberi più belli, sul bordo del sentiero amico che conduce a nuove liste dei desideri.
Incappuccio le idee per non farle scappare, corrosa di sogni e meraviglie.
Stammi a guardare, cielo del mattino che sei sempre dentro di me, perchè oggi mi alzerò presto prestissimo a inondare l'anima di altre foglie cadenti.
Mi affianco a questo nuovo giorno che inizia, lo prendo sottobraccio e, guardando fuori dalla finestra, gli dico sorridendo: “Andiamo!”
26 NOVEMBRE
“ Per sempre”, qui, vuol dire”per un po'”.
Quindi, per un po', ti amerò per sempre.
27 NOVEMBRE
“Stellatissimo cielo freddo del primo mattino, che spavaldo mi osservi dall'alto, chessidice lassù?", chiedo curiosa ed elettrizzata da sopportare a malapena il peso delle coperte. “Beh”, mi risponde il cielo,”la luna è a un nuovo giro di boa, se è questo che ti interessa. Noto sempre con piacere quanto ti dilunghi a tesserne le lodi, e non manchi mai occasione di farmi sentire fiero di lei”.
“Hai ragione”, commento al cielo, “ le tue figlie di lassù mi incantano sempre, ma lei ha un che di speciale che anche se si stacca dagli occhi proprio non esce dal cuore! Di fase in fase ne osserverò l'evoluzione attendendo l'ultima sfilata d'autunno. Non riesco ad immaginare cosa si inventerà di indossare. Io, come sempre, la starò a guardare.
28 NOVEMBRE
Stasera la luna potrà dondolare in un angolo remoto del cielo. Mi troverà fissa ad aspettarla come un puntino di brina sull'erba brillante del prato. Perchè, non so se lo hai notato anche tu, quando imbocchiamo una strada buia poi, se ci giriamo indietro, la troviamo piena di luce. L'abbiamo illuminata attraversandola o, semplicemente, l'occhio del cuore doveva adattarsi al buio interiore che a quanto pare così buio non è e non manca, alla fine, di sorprenderci con i suoi bagliori.
Illuminati dal buio diventiamo più lucenti.
In autunno.
DICEMBRE
5 DICEMBRE
Immagino il tramonto laggiù dal riflesso rosa in giardino, dondolando già sulla luna.
Un albero immenso, la somma di tutte le mie incarnazioni. La vita. Ogni incarnazione, un ramo. Il germoglio dell'ultima? Il più bello! Ma crescerò ancora.
10 DICEMBRE
Era l'imbrunire quando ho visto sbocciare il primo fiore di calycanthus, e ancora timidi anemoni bianchi in fiore, semi nascosti, sulla strada verso l'Eremhome.
14 DICEMBRE
Fermenta il Natale sotto le stelle cadenti di dicembre. Libero la mente perchè mi friccica una storia tra i capelli. Si è impigliata in un boccolo e non riesco a sfilarla via.
In realtà non è proprio una storia, ma più un accadimento. Sì! La storia di un accadimento. Una breve storia di un accadimento.
Allora: cominciamo.
Dunque, ci trovavamo a passeggiare lungo la strada di quel bellissimo borgo che da sempre mi fa battere il cuore. Fuori, lontano dall'Eremhome (non me ne voglia...). Di passo in passo si andava avanti, osservando a destra e a sinistra se ci fosse cambiamento alcuno, dato che, in periodo di Avvento, ogni giorno qualcosa di nuovo si può manifestare sulla strada del Natale.
E allora vedi, per esempio, che lì compare una lucina nuova, là un vaso di fiori che ieri non c'era, e su quel balcone un lanternino con la renna che ti fa sobbalzare la pupilla.
Io, impegnata ad ascoltare quanto le cose fuori possano modificare il dentro. Perchè, in questo periodo dell'anno, ma della mia vita in particolare, sono portata a riflettere che se una cosa si rompe non è per farla tornare come prima che mi devo impegnare, ma per scoprire come la debba modificare, a mio vantaggio, nella dinamica della trasformazione e della crescita interiore. Così andando, con tutto un dialogo tra il dentro e il fuori, che quasi non percepivo più la differenza, ad un certo punto mi è sembrato di sentire un vagito, e un coro di meraviglia appresso. Incapace di decifrarne l'origine, ho proseguito lungo il mio percorso, facendomi più attenta. Da un certo punto in poi, la strada si inoltra nella campagna, e diventa buia. Ed ecco di nuovo, nella fredda semi oscurità, un altro vagito, accompagnato da un altro coro di meraviglia. Forse questa volta sono più presente a me stessa, e magari riesco a scoprirne la provenienza. Ad un certo punto, dal buio silenzioso, compare una sagometta definita da un abitino di piccole luci bianche. E la mia bocca non riesce a trattenere un “ Oh!” di meraviglia che si unisce a tutti gli altri cori che nel frattempo sono aumentati assieme ai vagiti. E comprendo! Comprendo che quei piccoli vagiti ad altro non appartengono se non a degli alberini di Natale appena nati, piccini piccini, agghindati a festa, ma semplici, senza tanti fronzoli, e proprio per questo belli.
Creature appena venute al mondo per addolcire gli occhi e l'aria intorno di tiepida tenera magia, da coccolare nell'incavo delle mie mani. E si chiamano tra loro, da una parte all'altra della Terra, emettendo i loro piccoli vagiti, dicendo:” Ci siamo, ci siamo, siamo arrivati, prima noi! Perchè presto arriverà un vagito più grande, da una capanna lontana, e noi gli facciamo da apripista! Gli illuminiamo la via! Perchè noi siamo gli spiriti appena nati degli alberi dell'Avvento!”
Aaaaaaah, ora capisco! I vagiti, i suoni e le luci intorno! E i cori di meraviglia! Magnifici canti d'attesa, erme luminose a segnare il percorso del Divino pronto a scendere fra noi!
“Sara!”, mi dice lo spirito di un alberino dell'Avvento appena nato, “hai preparato il presepe? Perchè Lui sta arrivando e noi siamo i suoi messaggeri!”. E io, presa in contropiede, rifletto che in effetti no, non l'ho ancora allestito, il mio presepe, e son colta da un attimo di smarrimento.
“No”, rispondo sincera e un po' affannata, “ ancora no! Ma fatemi luce fino a casa, e al più presto creerò la più bella culla mai vista, per il Divino che scende! Tra preghiere e riflessioni interiori”.
“Brava, fai bene, perchè quella luce è incommensurabile, e ti farà esplodere il cuore di pura immensa gioia!”, mi spiega un alberello.
“Non invidiare, ammira.
Non aggredire, abbi fiducia in te.
Non dubitare, cresci in autostima.
Perchè nessuno è perfetto, ma ci si può perfezionare”.
“Va bene”, dico allo spirito, “Corro! Quest'anno un cuore esploso di pura immensa gioia lo voglio anch'io!”.
E mi precipito a casa piena di spunti per il mio presepe, accompagnata da uno stuolo di spiriti degli alberini dell'Avvento, non ancora gioiosa, ma già felice!
Perchè cosa c'è di più bello del Natale?
La Sua attesa.
21 DICEMBRE
Il mio futuro è lastricato di stelle.
25 DICEMBRE
Lui è arrivato!
GENNAIO 2026
3 GENNAIO
Natale è un guizzo, come i sogni, ma i miracoli arrivano con la luna piena.
Paesaggi alpestri, note di ghiaccio, mormorii nel vento, e luci luci luci ancora luci!
Nessuno può sapere cosa è destinato a noi, finchè non accade. E quando accade, dobbiamo passarci dentro.
Per me è ora di tunnel e gallerie.
Dentro e fuori. Pieno di curve. E tutto in salita. Come una strada di montagna. Ma alla fine della salita, spero di incontrare la neve.
6 GENNAIO
Voglio essere rara come questa neve che cade sulla strada verso casa, avvolta dal ritmo delle campane che suonano a festa.
E' tempo di immaginarmi di nuovo bella, sana e felice, come un tempo, nel mio tempio tappezzato di favole e sogni.
E allora perchè non galoppare con la faccia al vento, sfacciata contro la bora che mi urla addosso, in queste gelide sere di gennaio?
“ Sei fantastica!”, mi grida inaspettatamente la bora, e io ”Lo so, grazie!”, le rispondo, fredda di lei.
E' così che si ricomincia!
La luce che preferisco è oggi.
Il vento che soffiava note grigio-blu nella sera di ieri, è quello che adesso lancia soffici perline bianche qua e là.
Io, ripulita, sanata, nell'argento del primo mattino, colma di gratitudine, batto le mani al cielo esclamando:” Sei unico!”
E mi sale una preghiera dal cuore.
Amore voglio, quello vero, e ce la farò.
Sento che un piccolo coro di bucaneve mi sta chiamando dal giardino. Lo riconosco! Siamo amici da tempo.
Brilla brilla brilla la coda della stella cometa.
Brilla così forte che si vede anche di giorno. Quindi ora, se mi guardo intorno, è tutto pronto per un collage perfetto.
Mi apro al vento. Forse imparerò a volare.
Mentre cadono i doni bianchi dal cielo.
7 GENNAIO
E' durata un attimo, ma è il pensiero che conta. Neve e fuoco insieme. Attimi di felicità e gratitudine. La mia famiglia. Il miracolo perfetto.
Grazie!
8 GENNAIO
L'amore è il compimento.
L'ANGOLO DELLA CREARTE
GENESI DI UN COLLAGE
Singolare assai che, durante la ricerca di immagini per il collage da dedicare ad Antonia, mi sia imbattuta in un dipinto dell'800 raffigurante esattamente la sua sosia! (Francesco Hayez, Artemis)
Incredibile legge dell'attrazione!
Lo straordinario nell'ordinario!
Piccola Crearte! Sei il mio prezioso strumento spirituale!
CREARTE A NATALE
Un Natale derubatomi dall'influenza...
La Crearte ha subito un duro colpo! Ma qualcosa siamo riusciti a fare! Pochi ma buoni gioielli di carta in stile rigorosamente vintage che mi sfavillano negli occhi!
Ecco la valigia della Crearte in versione natalizia!!
La scatola dei desideri per Gaia
Il calendario dell'Avvento per mia sorella Laura
Scorci del calendario dell'Avvento per la mia mamma
MERAVIGLIOSO VIDEO REALIZZATO DA GAIA PER LA SUA SCATOLA DEI DESIDERI!
E altre stelle se ne sono già volate via...
Auguri a tutti! Che il 2026 possa essere per tutti un anno di ispirazioni e grandi aspirazioni!
Resto sempre disponibile per creare oggetti personalizzati per doni speciali a persone speciali, nonchè versioni di Racconto breve (nel menù potete trovare il mio libricino da comodino in consultazione gratuita) nella forma di libri fatti a mano.
Alla prossima pubblicazione!
Grazie di cuore.


































Commenti