Oggi che mi sorride l’anima, sguscerò fuori in giardino al sole. Ho sentito che le foglie dell’acero hanno iniziato la loro ginnastica di rito primaverile per sgranchirsi dopo i mesi invernali: vale la pena assistervi.

Poi comporrò un bouquet di parole e ne farò uno splendido centro-tavola.

Nel frattempo, delle nuvole si sono radunate sopra l’Eremhome creando una figura a forma di occhio: il cielo, grazie al cielo, mi guarda. Quindi, ringrazierò.

Con le guance rosate il cuore guarda fuori attraverso le cortine di pizzo della finestra dell’anima.

“ SaraBilla, me lo faresti fare un giretto? Sai, è primavera! L’ho vista parcheggiarsi in giardino e vorrei porgerle un salutino!”

Quando il cuore mi parla così, mi fa una tenerezza infinita. E come potrei non accontentarlo?

Lo lascio uscire un po’ approfittando del bel tempo, del sole sempre più tiepido, e lascio che si faccia trasportare dal venticello fresco che gioca a rincorrersi con le farfalle sul prato.

Con gli occhi della mente lo vigilo da lontano, che non abbia a farsi male, il piccolino, ma mi fido del giardino in fiore. Anche se cadesse, il mio cuore finirebbe sul morbido sostenuto dalle pratoline e dai non-ti-scordar-di-me. E poi, penso, L’Eremhome ha pochi spigoli.

Vedo che si muove leggiadro e festoso fluttuando agile tra le bellezze spontanee della natura libera di qui, il cuore dalle guance rosate. Volteggia silenzioso, ma si vede che è felice. Il rancore, il dolore, qui e ora, non hanno senso: cadono abbandonati e come me anche lui, il cuore dalle guance rosate, ringrazia. Raggiunge il torrente con una piroetta, si specchia nell’acqua saltellante verde-azzurra bagnata di neve sciolta, e le guance timide da rosa si fanno un po’ rosse.

Mi sa tanto che si vede bello, il vanitosello. E io per un po’ lo lascio fare, perchè è bello anche un po’ sognare.

SCALPICCIO DI MAGGIO

La pace che volevo, c’è, ma quel sole che mi fa arrossire, si fa pregare ancora un po’.

Ieri, il tramonto si è portato dietro un mantello di nuvole rosa, ma oggi, che è maggio, il sole non c’è.

La Madonnina, che di maggio se ne intende, mi aveva ben avvisata:” SaraBilla, se sono rosa, è pioggia, se sono azzurra, invece, è perchè rifletto l’azzurro di lassù”. Rosa dunque? Sta bene. Ho aspettato maggio rannicchiata come una coccinella sulle foglie del gelso e, ora che è arrivato, lo ascolto in silenzio. Non ho molte cose da dire se prima non ascolto, e il cappello ancora calato sulle orecchie mi rende il lavoro difficile. Il cuore non parte. Non c’è tempo, non c’è più tempo per cambiare il mondo, ma non voglio perdermi quei suoni tanto attesi. Catturo ogni attimo ancora viola. Potrebbe essere l’ultimo. Quel che è fatto è fatto. Con una grossa chiave in mano sosto sul fianco di un arco blu scuro.

Blu scuro, ma non oscuro. Sento battiti d’ali, api e farfalle, e uno scalpiccio: è lo scalpiccio di maggio, ne sono sicura. Seguirò il suo sentiero, mi inoltrerò in quel blu scuro. Per far prima mi infilo sotto un battito d’ali.

Là dentro conterò le stelle.Poi, d’un tratto, mi sento osservata. Cerco curiosa il mio osservatore. Eccolo! Era maggio! Suo lo scalpiccio! Piccolo maggio dall’occhio umido e ceruleo, condividi il tuo corno con me e, per favore, fatti un po’ mio.


SCAMBIO

E cosa mi dici del perdono?

Per dono.

Ma il dono, non è amore?

Appunto!


PENSIERO

Per fiorire basta anche solo un piccolo raggio di sole.

(Lo ammetto: sono sensibile allo sberluccico!)

BENVENUTO MAGGIO!

Grazie per la lettura!

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